Come apri la partita IVA
da psicologo?
Risposta breve: tre passi, l'Albo, il modello AA9/12 con codice ATECO 86.93.00 e regime forfettario, l'ENPAP entro 90 giorni dall'incasso della prima fattura. È più semplice di quanto sembri, e non devi affrontarla da solo, ti accompagniamo noi.
Come si apre la partita IVA da psicologo?
Tre passaggi, in ordine.
- Iscriviti all'Albo. È il presupposto, senza iscrizione non puoi aprire partita IVA come psicologo.
- Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, online con SPID o CIE. Indichi il codice ATECO 86.93.00 e barri l'opzione regime forfettario. È gratuito e il numero è immediato.
- Iscriviti all'ENPAP entro 90 giorni dall'incasso della prima fattura.
Qual è il codice ATECO dello psicologo?
È il 86.93.00, «Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici». Dal 2025 ha sostituito il vecchio 86.90.30.
Non è un dettaglio burocratico, determina il tuo coefficiente di redditività nel forfettario, cioè la quota di fatturato su cui paghi le tasse. Per il 86.93.00 è il 78%, quindi il restante 22% è considerato costo a forfait e non viene tassato.
Posso avere l'imposta al 5%?
Sì, se l'attività è nuova. Per i primi 5 anni l'imposta sostitutiva scende dal 15% al 5%, a patto di non aver svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti e di non essere una mera prosecuzione di un'attività già avviata. Dal 6° anno sale al 15%.
Gli anni agevolati corrono comunque, quindi conviene aprire la partita IVA appena hai un'attività reale, e usarli.
Quali sono i limiti del regime forfettario?
Il forfettario è un regime di soglia, i paletti da conoscere sono pochi.
- Compensi annui sotto 85.000 €, è il limite principale.
- Tra 85.000 e 100.000 € esci dal regime dall'anno successivo.
- Oltre 100.000 € in corso d'anno esci subito e da quel momento applichi l'IVA.
- Redditi da lavoro dipendente dell'anno prima sotto 35.000 €, salvo cessazione del rapporto.
Per chi inizia questi tetti sono lontani. Il limite che ti riguarda davvero all'inizio è quello dei 35.000 € da dipendente, se affianchi partita IVA e contratto.
Forfettario o regime ordinario, cosa scelgo?
Per quasi tutti gli psicologi la risposta è forfettario. Paghi un'imposta sostitutiva del 5% o 15% sul 78% del fatturato, non applichi IVA, contabilità leggera. È pensato per chi ha pochi costi, il caso tipico di chi lavora con le persone, dove la materia prima sei tu.
L'ordinario conviene solo con costi alti e documentati, perché lì deduci le spese reali ma gestisci IVA e una contabilità più pesante. Una nota che vale in ogni regime, le prestazioni sanitarie dello psicologo sono esenti IVA (art. 10, DPR 633/1972).
La guida gratuita all'avvio della libera professione (P.IVA, ENPAP, fatturazione, tasse) e il calendario delle scadenze fiscali dell'anno, con date e codici tributo. Con esempi reali.
Vedi anche: come funziona PsicoTax e le domande frequenti. I numeri di questa pagina sono calcolati con lo stesso motore dell'app, che validiamo e teniamo aggiornato sulla normativa in vigore.
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