PsicoTax
Aprire la partita IVA · 2026

Come apri la partita IVA
da psicologo?

Risposta breve: tre passi, l'Albo, il modello AA9/12 con codice ATECO 86.93.00 e regime forfettario, l'ENPAP entro 90 giorni dall'incasso della prima fattura. È più semplice di quanto sembri, e non devi affrontarla da solo, ti accompagniamo noi.

Come si apre la partita IVA da psicologo?

Tre passaggi, in ordine.

  1. Iscriviti all'Albo. È il presupposto, senza iscrizione non puoi aprire partita IVA come psicologo.
  2. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, online con SPID o CIE. Indichi il codice ATECO 86.93.00 e barri l'opzione regime forfettario. È gratuito e il numero è immediato.
  3. Iscriviti all'ENPAP entro 90 giorni dall'incasso della prima fattura.
Il punto da non sbagliare
I 90 giorni per iscriverti all'ENPAP partono dall'incasso della prima fattura, cioè da quando i soldi arrivano davvero sul conto, non da quando emetti la fattura. È quel momento a far partire il conto alla rovescia, quindi segnatelo bene: aprire la partita IVA o emettere una fattura, da soli, non fanno ancora scattare l'obbligo.
Preferisci non farlo da solo? Scrivici a info@psicotax.it: ti mettiamo in contatto con commercialisti che seguono psicologi, per aprire la partita IVA con il codice ATECO 86.93.00 e partire sereno/a.

Qual è il codice ATECO dello psicologo?

È il 86.93.00, «Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici». Dal 2025 ha sostituito il vecchio 86.90.30.

Non è un dettaglio burocratico, determina il tuo coefficiente di redditività nel forfettario, cioè la quota di fatturato su cui paghi le tasse. Per il 86.93.00 è il 78%, quindi il restante 22% è considerato costo a forfait e non viene tassato.

Posso avere l'imposta al 5%?

Sì, se l'attività è nuova. Per i primi 5 anni l'imposta sostitutiva scende dal 15% al 5%, a patto di non aver svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti e di non essere una mera prosecuzione di un'attività già avviata. Dal 6° anno sale al 15%.

5% contro 15% · fatturato annuo € 20.000
Imponibile (20.000 × 78%)
la base su cui paghi
€ 15.600
Imposta al 5%
primi 5 anni
€ 780
Imposta al 15%
a regime
€ 2.340
Risparmio ogni anno col 5%€ 1.560

Gli anni agevolati corrono comunque, quindi conviene aprire la partita IVA appena hai un'attività reale, e usarli.

Quali sono i limiti del regime forfettario?

Il forfettario è un regime di soglia, i paletti da conoscere sono pochi.

  • Compensi annui sotto 85.000 €, è il limite principale.
  • Tra 85.000 e 100.000 € esci dal regime dall'anno successivo.
  • Oltre 100.000 € in corso d'anno esci subito e da quel momento applichi l'IVA.
  • Redditi da lavoro dipendente dell'anno prima sotto 35.000 €, salvo cessazione del rapporto.

Per chi inizia questi tetti sono lontani. Il limite che ti riguarda davvero all'inizio è quello dei 35.000 € da dipendente, se affianchi partita IVA e contratto.

Forfettario o regime ordinario, cosa scelgo?

Per quasi tutti gli psicologi la risposta è forfettario. Paghi un'imposta sostitutiva del 5% o 15% sul 78% del fatturato, non applichi IVA, contabilità leggera. È pensato per chi ha pochi costi, il caso tipico di chi lavora con le persone, dove la materia prima sei tu.

L'ordinario conviene solo con costi alti e documentati, perché lì deduci le spese reali ma gestisci IVA e una contabilità più pesante. Una nota che vale in ogni regime, le prestazioni sanitarie dello psicologo sono esenti IVA (art. 10, DPR 633/1972).

Se il dubbio «quale regime» ti blocca, non restarci sopra: per la scelta giusta sulla tua situazione ti mettiamo in contatto con un commercialista, scrivendo a info@psicotax.it.
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Vedi anche: come funziona PsicoTax e le domande frequenti. I numeri di questa pagina sono calcolati con lo stesso motore dell'app, che validiamo e teniamo aggiornato sulla normativa in vigore.

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